Search Engine Optimization, in acronimo SEO


Con il termine ottimizzazione (in lingua inglese Search Engine Optimization, in acronimo SEO) nel linguaggio di internet si intendono tutte quelle attività volte ad ottenere la migliore rilevazione, analisi e lettura del sito web da parte dei motori di ricerca attraverso i loro spider, al fine di migliorare (o mantenere) un elevato posizionamento nelle pagine di risposta alle interrogazioni degli utenti del web.

L’attività SEO consente un facile reperimento del sito da parte degli utenti che cercano sui motori e normalmente determina l’aumento del volume di traffico qualificato (utenti specificamente interessati) che un sito web riceve tramite i motori di ricerca. Tali attività comprendono l’ottimizzazione della struttura del sito e degli url (url optmization), dell’accessibilità delle informazioni da parte dei motori degli utenti, spider (robot and sitemap optimization) sia del codice sorgente (code and error optimization), degli approfondimenti link (link optimization), la presenza delle immagini, della pagina web, sia dei contenuti.

L’ottimizzazione è parte di un’attività più ampia, il Web marketing (marketing del web e dei motori di ricerca), differente dal Search Engine Marketing (SEM), che invece è una specifica branca del Web marketing che riguarda l’attività di acquisto di traffico svolta nei principali motori di ricerca. La piattaforma di SEM più famosa è sicuramente AdWords (di Google Inc.), la quale permette agli utenti di acquistare una parola chiave tramite un meccanismo ad asta: in base all’offerta effettuata (e al punteggio di qualità) si ottiene un determinato posizionamento nella pagina dei risultati del motore di ricerca.

Nonostante questo si può ritenere che le tecniche di attività di SEO e quelle di SEM non differiscano in modo sostanziale, bensì abbiano numerosi punti in comune.

Le due caratteristiche salienti che li differenziano sono:
L’investimento monetario per il SEM e la “gratuità” delle campagne SEO;
L’immediatezza del SEM (una campagna online dà risultati immediati) e i lunghi tempi della SEO (i risultati delle attività di SEO sono visibili dopo settimane o mesi di lavoro).

La figura professionale specializzata in ottimizzazione è il SEO (search engine optimizer, ottimizzatore per i motori di ricerca – che ha il medesimo acronimo dell’attività che svolge. In siti di dimensioni elevate, o particolarmente complessi, il SEO resta in stretto contatto con il team di lavoro, necessitando a seconda degli elementi trattati di specifiche professionalità che difficilmente possono ricadere in una singola persona. L’ottimizzazione di un sito è funzionale al suo posizionamento nelle pagine di risposta dei motori, che a sua volta è funzionale alla visibilità dei prodotti/servizi venduti.

Facebooktwitter

Share this post

Instagram a R2B – Bologna 2015


Quando nel 2012 Facebook annunciò di aver acquisito Instagram per 1 miliardo di dollari, ci siamo chiesti che bizzarria fosse questa di zuckerberg , e quale fosse la reale motivazione dietro questa mossa.

Oggi Instagram è valutato più di 35 miliardi di dollari, e i ragazzi Americani  dichiarano di considerarlo il social network più importante: un dato che ha ancora più valore se osserviamo in che modo sta mutando la user base di Facebook, sempre più “matura” e più incline a usare la piattaforma in modo completamente diverso rispetto a quanto accadeva solo qualche mese fa.

Non si tratta soltanto del numero degli utenti presenti su Instagram a renderlo uno strumento sempre più interessante, ma – soprattuttoil modo e la frequenza con cui le persone lo usano: soltanto Facebook registra una % di utilizzo quotidiano più elevata.

Download (PDF, 177KB)

 

Sappiamo molto bene come la modalità di accesso ai contenuti stiano cambiando: le persone si trovano di fronte a un numero sempre maggiore di contenuti, a cui accedono da dispositivi molto diversi, in qualsiasi momento, e in “sessioni” spesso molto brevi.

Questo impone l’individuazione di modalità espressive – e messaggi – che sappiano conquistare l’attenzione di persone davvero interessanti per il brand stesso (per non “disperdere” energie e investimenti): il tempo speso su media digitali è sempre maggiore, soprattutto se osserviamo quello relativo ai dispositivi mobile.

“Più i brand coinvolgono le persone a un livello più profondo e visuale, più le immagini diventano una parte fondamentale di tutta la storia della marca: una storia capace di portare le persone all’interno di un’esperienza”
Pau Sabria, CEO e Co-Founder di Olapic

L’altro aspetto molto importante riguarda la capacità di dare la possibilità alle persone di contribuire a questa storia, per far sì che lo scambio di valore reciproco sia effettivo, e non soltanto una dichiarazione d’intenti.

I brand che registrano un tasso di interazione più alto sono quelli capaci di emozionare le proprie community, creando dei mondi a cui aspirare e in cui le interazioni rappresentano un modo per prenderne parte

Abbiamo visto come Facebook stia sempre di più favorendo la pubblicazione di video direttamente sulla piattaforma, e di come il loro reach organico sia superiore a qualsiasi altro formato: su Instagram la % di video condivisi – rispetto alle foto – è rimasto sostanzialmente invariato da quando sono stati introdotti.

Questo conferma, ancora una volta, come sia fondamentale comprendere il tipo di persone con cui si desidera interagire e con che finalità: soltanto questi due elementi possono assicurare di individuare il punto di connessione tra “cos’è rilevante per le persone” e “cosa desidera comunicare il brand stesso”, poco cambia se per rivolgersi a audience molto ampie o a piccoli gruppi di persone.

Facebooktwitter

Share this post