Fotografia – Visual Story


La fotografia è di certo una delle arti visive che mi ha da sempre intrigato più di ogni altra. Mi affascina e mi appassiona, io stessa con una certa soddisfazione faccio scatti. Ora si fa un gran parlare di Visual StoryTelling, se ci rifletto un attimo, potrei affermare di aver fatto VSt già dal 2009 all’interno di un progetto sulla realtà immersiva che mi ha impegnato per un paio d’anni realizzando tre video che raccontano una esperienza altamente emotiva e coinvolgente.

Creare immagini che raccontino storie e permettano alle persone di essere coinvolte emotivamente e’ ciò  che ritrovo in LensCuture.

Descrivendosi ci dicono:
Per quasi 10 anni, noi di  LensCulture ci siamo impegnati per  diventatare una delle risorse più autorevoli per la fotografia contemporanea. Abbiamo lavorato per scoprire e promuovere il meglio della comunità globale nel mondo della fotografia. Cerchiamo il lavoro più emozionante provenienti da ogni continente, e lo facciamo  da diversi punti di vista: documentari, belle arti, natura, fotogiornalismo, attivismo, fotografia di strada, sport, moda, poetica, personale, astratto e umano.”

Adoro lo “Visual Story ed è questo il modello che ho scelto.

Al di là di ogni considerazione accademica, di marketing, di mercato, di regole, trovo che in questi esempi si possa ritrovare il vero senso di una Visual Story. Mi convince l’emozione che mi giunge dal lavoro di questo Web Site di Berkeley più di ogni workshop o buon libro di settore.

La mia personale opinione. Mi annoiano spesso gli articoli degli specialisti che mi raccontano come e cosa si debba fare per ottenere un buon risultato, io credo di potermi affidare al mio istinto più di ogni altra cosa.

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Instagram a R2B – Bologna 2015


Quando nel 2012 Facebook annunciò di aver acquisito Instagram per 1 miliardo di dollari, ci siamo chiesti che bizzarria fosse questa di zuckerberg , e quale fosse la reale motivazione dietro questa mossa.

Oggi Instagram è valutato più di 35 miliardi di dollari, e i ragazzi Americani  dichiarano di considerarlo il social network più importante: un dato che ha ancora più valore se osserviamo in che modo sta mutando la user base di Facebook, sempre più “matura” e più incline a usare la piattaforma in modo completamente diverso rispetto a quanto accadeva solo qualche mese fa.

Non si tratta soltanto del numero degli utenti presenti su Instagram a renderlo uno strumento sempre più interessante, ma – soprattuttoil modo e la frequenza con cui le persone lo usano: soltanto Facebook registra una % di utilizzo quotidiano più elevata.

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Sappiamo molto bene come la modalità di accesso ai contenuti stiano cambiando: le persone si trovano di fronte a un numero sempre maggiore di contenuti, a cui accedono da dispositivi molto diversi, in qualsiasi momento, e in “sessioni” spesso molto brevi.

Questo impone l’individuazione di modalità espressive – e messaggi – che sappiano conquistare l’attenzione di persone davvero interessanti per il brand stesso (per non “disperdere” energie e investimenti): il tempo speso su media digitali è sempre maggiore, soprattutto se osserviamo quello relativo ai dispositivi mobile.

“Più i brand coinvolgono le persone a un livello più profondo e visuale, più le immagini diventano una parte fondamentale di tutta la storia della marca: una storia capace di portare le persone all’interno di un’esperienza”
Pau Sabria, CEO e Co-Founder di Olapic

L’altro aspetto molto importante riguarda la capacità di dare la possibilità alle persone di contribuire a questa storia, per far sì che lo scambio di valore reciproco sia effettivo, e non soltanto una dichiarazione d’intenti.

I brand che registrano un tasso di interazione più alto sono quelli capaci di emozionare le proprie community, creando dei mondi a cui aspirare e in cui le interazioni rappresentano un modo per prenderne parte

Abbiamo visto come Facebook stia sempre di più favorendo la pubblicazione di video direttamente sulla piattaforma, e di come il loro reach organico sia superiore a qualsiasi altro formato: su Instagram la % di video condivisi – rispetto alle foto – è rimasto sostanzialmente invariato da quando sono stati introdotti.

Questo conferma, ancora una volta, come sia fondamentale comprendere il tipo di persone con cui si desidera interagire e con che finalità: soltanto questi due elementi possono assicurare di individuare il punto di connessione tra “cos’è rilevante per le persone” e “cosa desidera comunicare il brand stesso”, poco cambia se per rivolgersi a audience molto ampie o a piccoli gruppi di persone.

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