Acquisti pubblici on line, iniziativa promossa dall’Unione Europea


Ricordiamo che lo scopo di Peppol (lanciato nel 2008 su iniziativa della Commissione europea ed 11 Stati Membri) è migliorare e armonizzare il mercato degli acquisti pubblici in Europa consentendo a qualsiasi operatore economico dell’UE di partecipare alla gara d’appalto elettronica di una PA europea, senza incontrare barriere tecnologiche. Prospettiva allettante: questo mercato vale il 19 per cento del Pil dell’Unione.La prospettiva europea

Sono comunque solo i primi passi di un grande progetto, che potrà dare tutti i frutti sperati dalla Commissione solo se l’adozione sarà ampia e uniforme in Europa. «Telecom stessa, per massimizzare i risultati ottenuti, si auspica che anche le piattaforme di eProcurement utilizzate dalle pubbliche amministrazioni locali si adeguino agli standard del progetto Peppol e che Consip, e le altre Amministrazioni Italiane, adottino gli ulteriori moduli della piattaforma relativi alla fase di partecipazione alle gare, alla gestione e fatturazione elettronica», riferisce Ciciriello.

La Commissione spinge in questa direzione: ha fatto una proposta legislativa per rendere obbligatorio l’eProcurement entro il 2016, dal quale si aspetta risparmi di 100 miliardi di euro annui per le pubbliche amministrazioni dell’Unione, promuovendo i risultati del progetto Peppol per l’implementazione di soluzioni di eProcurement standardizzate ed interoperabili.

«Gli esiti positivi del progetto Peppol evidenziano che la strada della digitalizzazione “end-to-end” del procurement pubblico è ormai imboccata e imprescindibile – commenta Ezio Melzi, DG di BravoSolution, società italia specializzata nell’eProcurement e attiva a livello europeo – . Anche la nostra esperienza, che è più focalizzata sui processi di acquisto e di analisi della spesa, conferma questa tendenza, soprattutto a livello internazionale. Penso ad esempio al Governo del Regno Unito ed a quello Olandese, che stanno affrontando le rispettive “spending review” con il supporto di tecnologie specifiche, in ottica di razionalizzazione strutturata e sistematica della propria spesa pubblica. Considerati i tanti benefici correlati alla digitalizzazione – primo fra tutti la trasparenza – auspico ovviamente che anche l’Italia adotti sempre più estensivamente queste modalità”».

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